{"id":191,"date":"2015-05-20T11:31:55","date_gmt":"2015-05-20T09:31:55","guid":{"rendered":"http:\/\/www.amicodellajuve.com\/wps\/?page_id=191"},"modified":"2016-12-27T10:23:42","modified_gmt":"2016-12-27T09:23:42","slug":"storia-di-una-leggenda-2","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.amicodellajuve.com\/?page_id=191","title":{"rendered":"Storia di una leggenda"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-503\" src=\"http:\/\/www.amicodellajuve.com\/wps\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/epoca16.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"670\" srcset=\"https:\/\/www.amicodellajuve.com\/wps\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/epoca16.jpg 1024w, https:\/\/www.amicodellajuve.com\/wps\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/epoca16-600x393.jpg 600w, https:\/\/www.amicodellajuve.com\/wps\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/epoca16-768x503.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/p>\n<p>Una panchina in Corso Re Umberto, uno dei viali nobili nel centro di Torino.<\/p>\n<p>Vi si ritrova un gruppo di amici uniti dalla passione per il football, quel gioco cos\u00ec speciale, da poco \u201cimportato\u201d dall\u2019Inghilterra. C\u2019\u00e8 un\u2019idea che li stuzzica: fondare una societ\u00e0 sportiva che proprio nel football abbia la sua ragione d\u2019essere. I ragazzi studiano al Liceo Classico Massimo D\u2019Azeglio, sono istruiti e il pi\u00f9 grande tra loro non supera i 17 anni. Per questo il nome che scelgono, in latino, significa \u201cgiovent\u00f9\u201d. Quel nome \u00e8 Juventus. \u00c8 il 1 novembre del 1897. Loro ancora non lo sanno, ma hanno dato vita a una leggenda.<\/p>\n<p>Nasce cos\u00ec, quasi per gioco, la squadra pi\u00f9 gloriosa d\u2019Italia. Il primo presidente della societ\u00e0 \u00e8 Enrico Canfari, il primo campo \u00e8 in Piazza d&#8217;Armi e la prima maglia \u00e8 rosa. Con quella, nel 1900, la Juventus debutta in campionato. Tre anni dopo arriva il bianconero, importato da Nottingham e cinque anni pi\u00f9 tardi, nel 1905, ecco il primo titolo italiano, dopo un\u2019avvincente finale a tre con Genoa e Milanese. Il presidente \u00e8 lo svizzero Alfredo Dick che per\u00f2, dopo qualche screzio nello spogliatoio e alcune contestazioni, lascia la societ\u00e0, fondando il Torino e portando con s\u00e9 i migliori stranieri. Seguono anni non facili per la Juventus che, fino allo scoppio della Grande Guerra, non pu\u00f2 competere con le nuove potenze calcistiche del momento, la Pro Vercelli e il Casale. Subito dopo il primo conflitto mondiale per\u00f2, i bianconeri tornano protagonisti: il portiere Giacone e i terzini Novo e Bruna sono i primi giocatori bianconeri a vestire la maglia della Nazionale. Presidente \u00e8 il poeta e letterato Corradino Corradini, che \u00e8 anche l&#8217;autore dell&#8217;inno sociale che resiste sino agli Anni Sessanta. Il 1923 \u00e8 un anno speciale: in Prima Squadra debutta Giampiero Combi, uno dei pi\u00f9 grandi portieri di tutti i tempi, e, soprattutto, cambia la guida della societ\u00e0. Il 24 luglio l&#8217;assemblea dei soci elegge per acclamazione il nuovo presidente: il dottor Edoardo Agnelli, figlio del fondatore della FIAT. La squadra ha ora un campo tutto suo, in Corso Marsiglia. Le tribune sono in muratura e i tifosi aumentano giorno dopo giorno. Ci sono insomma tutte le premesse per salire ai vertici assoluti del calcio italiano: a rafforzare una squadra che gi\u00e0 conta su giocatori come Combi, Rosetta, Munerati, Bigatto e Grabbi, arrivano il primo vero allenatore, l&#8217;ungherese Jeno Karoly, e il primo fuoriclasse straniero, anch&#8217;egli ungherese, la mezz&#8217;ala sinistra Hirzer.<\/p>\n<p>Nel 1925\/26 la Juventus conquista il secondo tricolore, dopo un\u2019avvincente finale con il Bologna, superato solo allo spareggio, e una finalissima con l&#8217;Alba Roma. \u00c9 solo l\u2019inizio: dal 1930 al 1935 la Juve \u00e8 la padrona assoluta del campionato e a Torino arrivano cinque scudetti consecutivi. I protagonisti del \u201cQuinquennio d\u2019oro\u201d sono il tecnico Carlo Carcano e campioni del calibro di Orsi, Caligaris, Monti, Cesarini, Varglien I e II, Bertolini, Ferrari e Borel II. La Juve d\u00e0 anche un apporto determinante alla Nazionale, che conquista il titolo mondiale a Roma nel &#8217;34. Sempre negli anni Trenta la squadra fa le prime esperienze di calcio internazionale, partecipando alla Coppa Europa, antenata illustre della Coppa dei Campioni. I bianconeri non hanno fortuna, ma in ben quattro occasioni approdano alle semifinali.<\/p>\n<p>La Juventus torna al successo dopo la Seconda Guerra Mondiale. Nel 1947, Giovanni Agnelli, figlio di Edoardo, tragicamente scomparso nel 1935 in un incidente aereo, diventa presidente della societ\u00e0, i cui campioni pi\u00f9 rappresentativi sono adesso Carlo Parola, i danesi John Hansen e Praest e, soprattutto, Giampiero Boniperti. Arrivano, accolti da folle oceaniche di tifosi, gli scudetti del 1950 e del 1952.<\/p>\n<p>Nel 1953 Giovanni Agnelli lascia la presidenza, che due anni pi\u00f9 tardi passer\u00e0 al fratello Umberto. Un nuovo ciclo trionfale \u00e8 alle porte: con l&#8217;arrivo di Omar Sivori e John Charles, la squadra bianconera conquista lo scudetto nel 1958, fregiandosi, prima societ\u00e0 in Italia, della stella al merito sportivo per avere raggiunto i dieci titoli nazionali. Negli anni Sessanta arrivano altri tre successi, l\u2019ultimo, nel \u201967, sotto la presidenza di Vittore Catella, ma \u00e8 con l\u2019inizio del nuovo decennio che la storia bianconera si fa ancor pi\u00f9 gloriosa. Giampiero Boniperti ha ormai appeso le scarpe al chiodo, ma non smette di guidare la squadra: prima lo faceva dal campo, nel 1971, il 13 luglio, inizia a farlo da dietro la scrivania. Boniperti diviene presidente e la Juve non si ferma pi\u00f9.<\/p>\n<pre><\/pre>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una panchina in Corso Re Umberto, uno dei viali nobili nel centro di Torino. Vi si ritrova un gruppo di amici uniti dalla passione per il football, quel gioco cos\u00ec speciale, da poco \u201cimportato\u201d dall\u2019Inghilterra. C\u2019\u00e8 un\u2019idea che li stuzzica: fondare una societ\u00e0 sportiva che proprio nel football abbia la sua ragione d\u2019essere. 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